IN UNA TRADUZIONE DELLA BIBBIA SI ESORTAVA ALL’ADULTERIO

Nella puntata di oggi Silvia ed Enrico ci accompagnano in un viaggio sulle ali di carta alla scoperta di errori, refusi e anacronismi, a volte innocui altre clamorosi, presenti nella letteratura. Dalla ‘wicked Bible’ che esortava all’adulterio a peperoni, zucche, orologi e violini presenti in storie ambientate in tempi molto precedenti alla loro scoperta. Buon ascolto!

Gli errori, diceva Rodari, “sono necessari, utili, preziosi come il pane e spesso anche belli. Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo?”.  

Nel disegno a sinistra e nell’originale a destra, la celebre edizione della Bibbia di Re Giacomo (la Bibbia in inglese più in uso tra i cristiani protestanti) diventata famosa per un clamoroso refuso che le valse il soprannome di “The Wicked Bible (La Bibbia Malvagia). Pubblicata a Londra nel 1631 dai tipografi reali Robert Barker e Martin Lucas, conteneva un errore di stampa che capovolgeva il significato del sesto comandamento dove, per omissione dell’avverbio not, la frase Thou shalt not commit adultery (“Non commetterai adulterio”) diventò Thou shalt commit adultery (“Commetterai adulterio”).

La figlia di Cimbelino in origine era Innogen. Nelle ristampe dell’opera la doppia “n” fu scambiata per una “m” e il nome, da Innogen, diventò Imogen.

In una scena un orologio meccanico batte le 3.
Nel 44 a.C.!

I TRE FIGLI DEL SARTO

Nel capitolo 24 dei Promessi sposi il sarto ha due femmine e un maschio.

Nel capitolo 29 ha una femmina e due maschi.


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